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Venerdì 13 Gennaio 2012 12:52

"Guerin Sportivo", quando l'etica dello sport travalica il secolo

Scritto da  Gabriele Testi
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La copertina del celebre periodico, nato il 4 gennaio 1912 La copertina del celebre periodico, nato il 4 gennaio 1912


Già centocinquant’anni d’Italia. Ma nessuno ne parla più. Lo spettro del default, le misure per la crescita e il risanamento dei conti pubblici adottate dal governo di Mario Monti, la speculazione internazionale, il downgrading delle agenzie internazionali di rating, una classe politica dai tratti irriconoscibili e altri motivi di inquietudine, individuali e collettivi, hanno via via consegnato alla sordina, con il finire del 2011, la ricorrenza della stagione in cui gli italiani vollero darsi, con la retorica propria del 1861, tutti insieme “una patria”.
Il 2012 si apre con ben altri presupposti e con obiettivi decisamente più concreti e pragmatici. L’Italia è da salvare, oggi, possibilmente con un bagno di modestia e di proattività. Ma per chi è venuto al mondo con il DNA predisposto allo sport, c’è un compleanno che non ci si può permettere di trascurare, per quanto possa risultare ai più effimero: è quello del periodico “Guerin Sportivo” che, il primo mercoledì del nuovo anno, cioè pochi giorni fa, ha marcato un secolo di vita.

Per il direttore responsabile Matteo Marani, che la redazione di mentalitasportiva.it aveva sentito proprio in merito all’effettività di quel portato di valori di cui lo sport è e dovrebbe continuare essere dispensatore, cento anni tondi tondi sono un traguardo onestamente impensabile per una pubblicazione che dovesse essere lanciata adesso. E sono meritevoli, per le difficoltà in cui si dibattono gli organi d’informazione italiani e il mercato pubblicitario, del messaggio di saluto che il Presidente della Repubblica ha voluto donare alla testata giornalistica la cui sede attualmente trova posto a San Lazzaro di Savena.

Il “Guerin Sportivo” venne fondato il 4 gennaio 1912 a Torino da un gruppo di sei giornalisti che si occupavano di sport e in un secolo non ha mai significativamente interrotto le pubblicazioni; fu ispirato dal francese “Echo des Sports”, finito solo pochi mesi prima nelle mani di Giulio Corradino Corradini, padre del periodico centenario. Nel Secondo Dopoguerra spostò la propria redazione dal capoluogo subalpino prima a Milano e quindi alla periferia di Bologna, dove si trova tuttora, inserito nel bouquet di riviste Corriere dello Sport-Conti Editore. È il più vecchio magazine sportivo non soltanto d’Italia, ma dell’Europa intera…

Sulle colonne del periodico hanno trovato posto i commenti e gli articoli di stelle di prima grandezza del giornalismo nazionale come Gianni Brera, Carlin Bergoglio, Giovanni Arpino, Giorgio Tosatti, Marino Bartoletti e Italo Cucci. Quest’ultimo diresse il “Guerin Sportivo” in tre differenti epoche, arrivando anche a registrare il primato di copie vendute nel 1982: ovviamente all’indomani della vittoria azzurra nella Coppa del Mondo di Calcio in Spagna…

“Un’essenza, un esprit, per dirla con i francesi, sopravvissuta a due guerre mondiali, a una cinquantina di governi e a nove Papi, uno dei quali, Paolo VI, ne fu assiduo lettore e per il quale coniò persino un celebre motto: “Il Guerin Sportivo è come Giovenale, che castigat ridendo mores (“scherzando fustiga i costumi”)”, ha ricordato l’attuale direttore nel suo editoriale del centenario. Con una chiosa epica, sempre nel ricordo firmato da Matteo Marani: “Si chiama Guerin Sportivo perché si ispira, nella visione voluta dai fondatori, al Guerin Meschino, eroe carolingio, roba di Cavalieri medievali. Ma qui, declinato nello sport, il guerriero si arma dello staffile, della penna con cui punge e trafigge i potenti nel nome della giustizia. E da quello spirito è mosso ancora oggi”.

E nell’epoca in cui il distinguo fra cultura e sport, nonché tra informazione e letteratura, era più sottile di quanto non sia agli albori del terzo millennio, anche autorevoli e prestigiose firme fecero capolino sulla testata dai natali torinesi, dalla maturità meneghina e dal presente bolognese: Pier Paolo Pasolini, Camilla Cederna, Luciano Bianciardi, Stefano Benni, Giancarlo Fusco e addirittura un premio Nobel, Dario Fo, prestarono la loro opera intellettuale al “Guerin Sportivo”.

Oggi, la rivista, che si batte gloriosamente e coraggiosamente per il mantenimento di uno spazio e la conservazione di un ruolo in ambito nazionale tra il giornalismo spesso “mordi e fuggi” di Internet e la crisi dell’editoria, è apprezzata per il mantenimento di premi sportivi che hanno fatto epoca e ci ricollegano a un Calcio molto più intriso di mentalità sportiva di quanto non sia oggi. Il “Guerin d’Oro”, assegnato alla miglior compagine della Serie A calcistica, e “Bravo”, un riconoscimento attribuito al giocatore under 23 più promettente d’Europa.

Con un doveroso omaggio ai colleghi del “Guerin Sportivo”, rivista con un secolo di vita e immutata etica sportiva, questa rubrica si congeda dai lettori che l’hanno auspicabilmente apprezzata dal principio del 2011 sino ad adesso. “150 Anni d’Italia”, metabolizzato l’anniversario dell’unificazione nazionale, cederà il posto a una nuovo contenitore giornalistico di commenti, riflessioni e analisi della redazione di mentalitasportiva.it, declinata secondo un “tema” che si scoprirà soltanto continuando a leggerci. Buon 2012 (e buona “mentalità sportiva”) a tutti…

Link: http://blog.guerinsportivo.it/

Guarda l'intervista a Matteo Marani

Altre Informazioni

  • Categoria: mentalitasportiva.it
  • Sottocategoria: 150 Anni d'Italia
Ultima modifica Venerdì 08 Giugno 2012 15:58
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