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Sabato 26 Maggio 2012 02:25

Un libro ricorda la scomparsa del velista olandese Hans Horrevoets: a 6 anni dal tragico incidente la vedova ricerca fondi per le famiglie

Scritto da  Maria Cristina Caccia
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Un primo piano del navigatore della Un primo piano del navigatore della "Volvo Ocean Race"



Il 18 maggio ricorreva il sesto anniversario della scomparsa di Hans Horrevoets, il velista olandese caduto in mare da bordo di "ABN AMRO TWO" durante la tappa transatlantica dell’edizione 2005-2006 del giro del mondo in barca a vela, oggi "Volvo Ocean Race". Dopo sei anni, la moglie Petra van Rij ha dato alle stampe un libro sulla vita con il marito e sugli effetti della sua tragica morte sulla loro giovane famiglia, intitolato “Yesterday, everything was good”.

Il libro di Petra descrive l'esistenza di coppia e la sua carriera di velista, come pure il viaggio che fece nel 2010 insieme alle due figlie Bobby e Kitt nelle sedi di tappa del percorso storico della regata, in Australia e Nuova Zelanda. L’opera è stata presentata una settimana dopo che la vedova Horrevoets e la sorella Marijke hanno inaugurato "The Young Widow", una fondazione che ha come scopo l’aiuto alle giovani donne che hanno perduto il compagno e alle loro famiglie.

“Negli ultimi sei anni Marijke ha assistito alla mia lotta contro il dolore”, ha detto Petra. “Ha cercato degli strumenti per aiutarmi, la fondazione si rivolge proprio a giovani vedove con bambini e Marijke e io vogliamo condividere la nostra esperienza con altre donne che ne hanno bisogno”. Petra ha espresso anche gratitudine per tutto l’aiuto pratico che ha ricevuto immediatamente dopo la scomparsa di Hans. “Per un certo periodo di tempo non ero in grado di fare nulla. Solo più tardi mi sono resa conto di quanto supporto io abbia ricevuto, ed è una cosa che non succede a tutti”.

I suoi ex compagni hanno ricordato Hans, sottolineando la preoccupazione costante per la possibilità che simili incidenti si ripetano. Mike Sanderson, che era skipper della barca gemella di "ABN AMRO TWO", "ABN AMRO ONE", ha affermato che la settima tappa della regata, attraverso l’Atlantico da Miami a Lisbona, sarebbe stata particolarmente ricca di emozione per i team della "Volvo Ocean Race". “Per rispetto, per dolore, tutti penseremo ad Hans durante questa tappa. C’è qualcuno in quasi tutti i team che è stato colpito direttamente dalla sua scomparsa. Tutta la famiglia della Volvo ne è stata segnata. È stata la tragedia più grande della regata nell’era attuale”, aveva detto l'amico alla vigilia di questa particolare frazione della "Volvo Ocean Race".

Hans Horrevoets, che all’epoca aveva 32 anni, è stato il quinto e più recente velista a perdere la vita durante il giro del mondo a vela, dopo Paul Waterhouse, Dominique Guillet e Bernie Hosking nell’edizione inaugurale del 1973-1974 e Tony Phillips nel 1989-90. Horrevoets era in coperta ed era intento alla regolazione delle vele quando la barca si infilò a 25 nodi in un’onda, trascinandolo con sé. Erano le prime ore del mattino e, dopo una ricerca durata 40 minuti in condizioni di mare difficili, con onde sopra i cinque metri, l'olandese fu avvistato e recuperato, ma malgrado tutti i loro sforzi i compagni non riuscirono a riportarlo in vita. Fu un evento tragico che fece ricordare quanto sia pericolosa la vita dei navigatori oceanici.

Oggi a capo dello shore team di "Sanya", il neozelandese Nich Bice al tempo era uno dei nove uomini a bordo di "ABN AMRO TWO", che rimasero scioccati dalla perdita del compagno: “Hans era una persona speciale sia a terra che in mare. A bordo un grande velista. Ci manca molto”. Malgrado il terribile dramma umano di gestire la morte, l’equipaggio di "ABN AMRO TWO" decise di portare a termine le frazioni rimanenti in memoria del compagno. “Nell’ultima tappa da Rottermam a Gothenburg vincemmo, fu un successo e tutto quello che facemmo fu in onore di Hans”, Ricorda ancora Bice.

Il navigatore di "CAMPER with Emirates Team New Zealand", Will Oxley, che in quell’edizione faceva parte del team "Brunel", ricorda ancora vividamente l’accaduto. “Eravamo una delle barche più vicine e ci dirigemmo immediatamente verso la zona delle ricerche. Si pensa sempre alla possibilità di cadere in mare. È uno sport pericoloso ed è una cosa che può sempre succedere”.

Una storia tragica, che ha dimostrato come lo spirito di collaborazione e la lealtà di un team abbiano motivato i compagni di viaggio dello sfortunato velista a non perdere le speranze di ritrovarlo, di rianimarlo e di riportarlo in vita. Storie di sportivi, storie di uomini e di chi, oggi, li ha amati e li ricorda sulle pagine di un libro che ne rendono eterno il nome e le gesta.

Link: http://www.volvooceanrace.com e http://www.dejongeweduwe.nl

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