Nessuno, soprattutto in ambito parrocchiale, osa mettere in dubbio che lo sport è fondamentalmente destinato alla crescita dei nostri ragazzi, al loro bene presente e futuro, alla loro maturità umana, sociale e spirituale. Ma certo può servire un veloce e superficiale ripasso delle affermazioni poste dalla Chiesa su questo tema negli ultimi decenni. Quanto meno per fondare “pastoralmente” il lavoro tra i giovani ed essere capaci di rendere ragione con argomenti validi a quanti ci chiedono conti della validità del nostro operato.
Iniziamo col condividere e rilanciare con forza l'affermazione del Papa Giovanni Paolo II: “Tutto lo sport può e deve essere formatore, cioè contribuire allo sviluppo integrale della persona umana”. (Ed anche: “La Chiesa stima e rispetta lo sport che è realmente degno della persona umana. Esso è tale quando favorisce lo sviluppo ordinato e armonioso del corpo al servizio dello spirito, quando costituisce una competizione intelligente e formativa che stimoli l'interesse e l'entusiasmo, e quando resta sorgente di piacevole distensione”. Parole pronunciate da un papa amante della pratica sportiva, famoso per essere “fuggito” in montagna a sciare di nascosto ben 115 volte durante il suo Pontificato. Parole che guardano alla sport come un vero e proprio strumento educativo.
Papa Paolo VI, indicando alcune linee fondamentali di quella che egli chiamava “l'arte sovrana di educare”, osservava: “Se l'educatore fermasse la sua fatica soltanto ad un paziente, meticoloso, e, se volete, scientifico rilievo dell'ambiente, in cui oggi il ragazzo svolge la sua vita, fa la sua esperienza e plasma la sua personalità, non farebbe opera completa... L'educatore non è un osservatore passivo dei fenomeni della vita giovanile; deve essere un amico, un maestro, un allenatore, un medico, un padre, a cui non tanto interessa notare il comportamento del suo pupillo in determinate circostanze, quanto preservarlo da inutili offese e allenarlo a capire, a volere, a godere, a sublimare la sua esperienza”.
L'allenatore, al pari di altre figure educative, deve condurre il giovane a rileggere la propria vita sublimando la sua esperienza perché le ragioni di senso e di valore facciano crescere in modo armonico l'intera persona umana.
Recentemente, Papa Benedetto ha avuto parole di grande spessore teologico e di profezia pastorale circa le finalità di promozione umana delle attività sportive: “La Chiesa segue e si prende cura dello sport, praticato non come un fine a se stesso, ma come un mezzo, come strumento prezioso per la formazione perfetta ed equilibrata di tutta la persona. Anche nella Bibbia troviamo interessanti riferimenti allo sport come immagine della vita. Ad esempio, l'apostolo Paolo lo ritiene un autentico valore umano, lo utilizza non solo come metafora per illustrare alti ideali etici e ascetici, bensì pure come mezzo per la formazione dell'uomo e come componente della sua cultura e della sua civiltà … lo sport, praticato con passione e vigile senso etico, specialmente per la gioventù, diventa palestra di sano agonismo e di perfezionamento fisico, scuola di formazione ai valori umani e spirituali, mezzo privilegiato di crescita personale e di contatto con la società… Voi, cari atleti, siete modelli per i vostri coetanei, ed il vostro esempio può essere per loro determinante nel costruire positivamente il loro avvenire. Siate allora campioni nello sport e nella vita! (dal discorso del Santo Padre Benedetto XVI ai partecipanti ai Campionati Mondiali di Nuoto, Roma, Cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, primo agosto 2009).
L'ultimo documento che prendiamo in considerazione, “Educare alla vita buona del Vangelo”, considera la promozione della persona umana quale fine principale del tema educativo. “Favorendo condizioni e stili di vita sani e rispettosi dei valori, è possibile promuovere lo sviluppo integrale della persona, educare all'accoglienza dell'altro e al discernimento della verità, alla solidarietà e al senso della festa, alla sobrietà e alla custodia del creato, alla mondialità e alla pace, alla legalità, alla responsabilità etica nell'economia e all'uso saggio delle tecnologie. Ciò richiede il coinvolgimento non solo dei genitori e degli insegnanti, ma anche degli uomini politici, degli imprenditori, degli artisti, degli sportivi, degli esperti della comunicazione e dello spettacolo. La società nella sua globalità, infatti, costituisce un ambiente vitale dal forte impatto educativo; essa veicola una serie di riferimenti fondamentali che condizionano in bene o in male la formazione dell'identità, incidendo profondamente sulla mentalità e sulle scelte di ciascuno. Inoltre, i vari ambienti di vita e di relazione – non ultimi quelli del divertimento, del tempo libero e del turismo – esercitano un'influenza talvolta maggiore di quella dei luoghi tradizionali, come la famiglia e la scuola. Essi offrono perciò preziose opportunità perché non manchi, in tutti gli spazi sociali, una proposta educativa integrale” (Dal numero 50 Conferenza Episcopale Italiana, Educare alla Vita Buona del Vangelo, Orientamenti pastorali dell'Episcopato italiano per il decennio 2010-2020).
Il riferimento esplicito al mondo sportivo diventa un vero e proprio coinvolgimento della pastorale sportiva nella pianificazione di percorsi educativi e nella promozione integrale delle persona.
Il messaggio cristiano sullo sport ha pertanto come centro l'uomo nella sua altissima e inalienabile dignità di persona. E la chiesa, con tutte le sue molteplici figure educative, “è certa di poter offrire un contributo originale e determinante alla umanizzazione dello sport, senza che ne vengano in alcun modo limitate o mortificate le autentiche possibilità di crescita umana e civile”. (Sport e vita cristiana, numero 15).
Link: http://www.chiesacattolica.it/ e http://www.johnpaul2sportfoundation.org/
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Giovedì 08 Dicembre 2011 19:17
“Lo sport come servizio di promozione della persona umana”, l'accurata analisi cristiana di un parroco di frontiera...
Scritto da Nicola Gagliarde“Lo sport come servizio della promozione della persona umana”. E ancora: “Le associazioni, perciò, dovranno porre sempre al centro la persona umana, considerata nella sua dignità e nelle concrete esigenze del suo sviluppo integrale e armonico”. Così recita al numero 48 la Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, “Sport E Vita Cristiana” (Roma 1995).
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