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Domenica 12 Maggio 2013 08:41

12 maggio 1993: si spegne il grande Zeno Colò

Scritto da  Lorenzo Fabiano
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Il grandissimo sciatore azzurro originario dell'Abetone Il grandissimo sciatore azzurro originario dell'Abetone


Nato ad Abetone il 20 giugno del 1920, Zeno Colò Fu uno degli sciatori italiani più forti di tutti i tempi, primatista mondiale del Chilometro Lanciato e campione mondiale e olimpico negli Anni 50. A causa della Seconda Guerra Mondiale, dovette interrompere l'attività agonistica. Riprese a gareggiare nel 1947, a 27 anni. Quell'anno sul Piccolo Cervino a Breuil-Cervinia, Zeno stabilì il nuovo record del mondo sul Chilometro Lanciato con circa 160 km orari; il primato di Colò sarebbe stato duraturo, rimanendo imbattuto per diciassette anni. Fu il precursore della posizione a uovo che ancora oggi tengono i discesisti per ridurre l'attrito aerodinamico, ma a differenza dei suoi successori il toscano usava sci di legno e non indossava il casco! L'anno dopo partecipò alle Olimpiadi di Sankt Moritz del 1948 e vinse la Discesa del Lauberhorn, nel '49 vinse la Discesa e la Combinata dell'Arlberg-Kandahar e lo Slalom del Lauberhorn, risultato quest'ultimo bissato nel 1950. Sempre nel '50 fu il protagonista dei Campionati Mondiali di Aspen, negli Stati Uniti: fu primo nella Discesa libera e nello Slalom Gigante, e sfiorò l'en-plein nello Slalom speciale, finendo secondo. Entrambe le sue vittorie possono essere considerate storiche: Colò fu il primo, e finora unico, italiano a vincere la Discesa libera ai Campionati del Mondo, e anche il primo iridato della storia nello Slalom Gigante, disciplina che venne introdotta proprio in quell'edizione (il record di tre medaglie iridate per un atleta italaino è stato eguagliato da Christof Innerhofer soltanto nel febbraio 2011 a Garmisch). Due anni dopo partecipò per la seconda volta ai Giochi Olimpici: a Oslo nel 1952 non riuscì a difendere il titolo mondiale nello Slalom Gigante, dove fu quarto. Il giorno dopo si confermò invece nella Discesa Libera: il 16 febbraio fu il più veloce degli ottantuno concorrenti sui 2.600 metri della pista di Norefjell, con il tempo di 2'30"8, pari a una media di circa 62 km/h. La stampa italiana lo ribattezzò "Il Falco di Oslo". Fu la prima medaglia d'oro per l'Italia nello Sci Alpino ai Giochi Olimpici Invernali, tuttora l'unica di uno sciatore italiano nella Discesa libera: qualche giorno dopo concluse le sue prove olimpiche in Norvegia con lo Slalom speciale, dove fu quarto. Dopo i Giochi di Oslo, Zeno Colò legò il suo nome a un modello di scarponi e a una giacca da sci; in base ai regolamenti dell'epoca, venne quindi ritenuto professionista: nel 1954 fu squalificato dalla Federazione Italiana Sport Invernali e non poté partecipare alle gare successive. La squalifica suscitò proteste da parte dello sciatore dell'Abetone, che tentò invano di essere riabilitato, e polemiche nell'opinione pubblica per l'esclusione del campione dalle competizioni internazionali. Fu la fine della sua carriera agonistica internazionale: lasciate le gare, diventò maestro di sci presso le stazioni sciistiche della provincia di Pistoia, nella quale era nato. Si impegnò per la promozione e lo sviluppo della località e delle attività degli sport invernali all'Abetone. Fu tra i promotori della Società Funivie Abetone e della costruzione della prima ovovia. Nel 1989 la FISI gli rese giustizia e revocò la squalifica inflittagli nel 1954. Morì il 12 maggio del 1993, ormai gravemente malato a causa di un tumore ai polmoni...

Link:
Pagina Wikipedia di Zeno Colò: http://it.wikipedia.org/wiki/Zeno_Colò

Altre Informazioni

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  • Sottocategoria: Il Nostro Almanacco

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Un film documentario in omaggio di Zeno Colò
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