Tra queste persone c'è sicuramente anche Marzia Caravelli, la campionessa italiana in carica (per due anni consecutivi) di Salto ad Ostacoli, che di ostacoli nello sport e nella vita ne ha affrontati e superati a migliaia.
Curiosa ma anche decisamente piacevole da raccontare la vicenda di questa trentenne di Pordenone, figlia d'arte, una passione per la velocità che l'ha portata per anni, dalle categorie dei cadetti, alle juniores, allieve e promesse a salire sempre sul podio della sua categoria, in questa bellissima specialità dell'atletica.
Purtroppo per Marzia, però, mancava sempre quel lampo, quel piccolo gap, due o tre decimi da guadagnare per scoprirsi più forte e competitiva. Niente da fare, i suoi seppur buoni tempi ed i suoi risultati non le garantivano un tesseramento in una società militare, la classica scappatoia all'italiana per sopperire all'assurda mancanza del professionismo femminile nel nostro sportivamente sgangherato Paese...
E così Marzia, non potendo contare di essere un'atleta forestale o un finanziere o un poliziotto, con i notevoli “pro” di uno stipendio certo e di poter dedicarsi a tempo pieno alla sua carriera sportiva, si è dovuta da sempre dedicare allo studio (si è laureata in Comunicazione Internazionale) ed alla costruzione di un futuro alternativo alla carriera professionistica, lasciando spazio alla pista solo a part-time.
Marzia infatti la vita se la deve guadagnare, lo stipendio se lo deve sudare, la mente non lavora per essere quella di un'atleta, convogliando quindi tutte le energie psichiche verso un obiettivo fin dal mattino, ma lavora su tutt'altro sino al tardo pomeriggio, quando si presenta in pista per allenarsi.
Prima di quell'orario lavora alla Federazione Sport Sordi Italia (FSSI), lei che è un interprete della lingua dei segni, lei che ha studiato come “disability manager” e che sogna di vedere una società più ben disposta a superare gli ostacoli.
Tutto questo Marzia l'ha fatto per anni, finché nel 2008 ha gettato la spugna, diventando di fatto una ex ed iscrivendosi in palestra, giusto per tenersi in forma. Poi, per fortuna, la grinta, lo spirito combattivo, la motivazione, la voglia di non mollare, l'astinenza della pista sono state più forti di qualsiasi palestra ed è ritornata ad indossare le scarpe chiodate.
Infine, come in tutte le più belle favole, ecco l'allenatore e l'alimentarista perfetti che le danno stimoli e dritte vincenti... e Marzia progredisce sistematicamente, volando verso l'eccellenza, fino a raggiungere tempi che le permettono di diventare competitiva anche a livello europeo e mondiale.
Ora Marzia è una persona diversa, ancora più forte: la nuova partenza, l'equilibrio ritrovato dopo un operazione al legamento crociato della gamba d'appoggio, l'aver cambiato metodo di preparazione, l'aver addirittura aumentato la disponibilità al sacrificio, la rivalsa per dimostrare al mondo intero che meritava un tesseramento militare la rendono un'atleta potenzialmente fortissima, a dispetto dell'età non più giovanissima per la sua specialità.
I risultati le danno ragione: prima donna a vincere i 100 metri a ostacoli e i 200 metri piani agli Assoluti italiani, i datati record italiani (1994!) dei 60 e dei 100 a ostacoli ad un tiro di schioppo, la soglia psicologica dei 13” ad un niente (ha un personale di 13”01).
Ora anche Marzia può dire: “I have a dream”. Ed è partecipare alle Olimpiadi di Londra, magari dopo aver stabilito il primato italiano nella sua specialità.
Per un'atleta e donna vero emblema della mentalità sportiva, anche i sogni, a volte, si avverano, quindi... Auguri, Marzia: oltre ogni ostacolo!
Pagina Wikipedia di Marzia Caravelli: http://it.wikipedia.org/wiki/Marzia_Caravelli
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Domenica 01 Aprile 2012 15:04
Il bel racconto di vita di Marzia Caravelli, campionessa di Salto ad Ostacoli, divisa fra impegni di studio, lavoro e la caccia a una divisa
Scritto da Matteo Brama
La vita, si sa, è una gara ad ostacoli. C'è chi al primo ostacolo (leggasi problema) si abbatte ed abbandona subito la competizione, c'è chi all'ostacolo ci gira attorno, con raggiri, trucchi o raccomandazioni, pur di arrivare al traguardo. Ma c'è anche chi, per fortuna, gli ostacoli li affronta di petto, uno dopo l'altro.
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