MENTALITÀ SOSTENIBILE

La prima "tennis clinic" senza sprechi
Pochi sanno che tra le colline moreniche del basso Garda, a Castiglione delle... (leggi)
MENTALITÀ OLIMPICA

Redazione MS

A Boston colpita anche l'etica sportiva

Indipendentemente dalle "ragioni", anzi, dal movente che ha spinto uno... (leggi)

 

 


 


Mercoledì 20 Giugno 2012 10:06

"Green Oncology", e anche la guerra ai tumori si fa... eco-sostenibile

Scritto da  Gabriele Testi
Valuta questo articolo
(0 voti)
Il principio della sostenibilità dovrà interessare anche la guerra ai tumori Il principio della sostenibilità dovrà interessare anche la guerra ai tumori oncoinfo.it


La “salute” è per definizione perfettamente in linea con la mentalità sostenibile, anzi, ne è in linea di principio una conseguenza diretta, ma che cosa dobbiamo dire e pensare della “sanità”? Quali sono i limiti "interni" che la prevenzione e la cura del corpo umano, oltre che della psiche, debbono darsi per il futuro? E queste “soglie” in quale rapporto si trovano con il cosiddetto “equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie", per usare la celebre definizione scaturita dal rapporto finale della Commissione Mondiale sull'Ambiente e lo Sviluppo presieduta dalla norvegese Gro Harlem Brundtland, che data all’ormai lontano 1987?
Ci sono prove, figlie del rigore scientifico, che indicano che l'umanità sta vivendo in una maniera non sostenibile, consumando le limitate risorse naturali della Terra più rapidamente di quanto essa sia in grado di rigenerare. Di conseguenza, uno sforzo collettivo, di ciascuno così come dell’intera società, per adattare il consumo umano di tali risorse entro un livello di sviluppo cosiddetto “sostenibile”, è una questione di capitale importanza per il presente ed il futuro dell'umanità.

Ma ciò è possibile anche per la sanità, ovvero per il ripristino della salute degli ammalati o per la guerra preventiva alle malattie? Di più, una simile nobile e allo stesso tempo necessaria esigenza di contenimento dello sfruttamento del pianeta, è comprensibile o consigliabile anche quando il nemico da sconfiggere sia il peggiore dei mali: il tumore? La lotta al cancro può permettersi di “lesinare” su materiali, tecnologia, ricerca e sulle risorse umane, nella misura in cui sia acclarato il danno che si cagiona all’ecosistema Terra? Nel fine settimana del 18 e 19 maggio a Cosenza ne hanno parlato i membri del CIPOMO (Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri), il cui congresso nazionale aveva per titolo “L’oncologia che verrà”; fra di loro anche il chirurgo Salvatore Palazzo, lo specialista locale autore del libro "Per un'oncologia sostenibile".

“In Italia si fanno 40 milioni di TAC: troppe. È come se due italiani su tre ne facessero una all'anno. Ogni esame superfluo è un danno per il paziente che viene sottoposto a radiazioni inutili, per le casse del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche per l'ambiente. C’è poi la lotta allo spreco di farmaci”, ha elencato il presidente del CIPOMO, l'oncologo Roberto Labianca, al sito d’informazione vita.it in un'intervista. “Ma anche l'impegno a limitare le TAC e le PET inutili, che sono responsabili di una buona dose di ‘smog’ da CO2, gli spostamenti dei pazienti e gli eccessi hi-tech, perché anche la tecnologia inquina e, se non serve, il sacrificio dell'ambiente è evitabile”.

“Green Oncology il nuovo paradigma concettuale e operativo dell’oncologia, che rappresenta, rispetto al tradizionale modello biomedico centrato sull’interesse del singolo paziente e sul suo esclusivo rapporto con il medico, un gradino evolutivo di complessità superiore verso azioni cliniche partecipate con i pazienti, condivise tra i vari operatori sanitari, ed eco-responsabili del potenziale impatto sull’ambiente umano, professionale, strutturale, tecnologico e organizzativo in cui si originano, nonché sulla biosfera”, leggiamo nel manifesto varato per lanciare una "oncologia verde". Non si tratta soltanto di non consumare farmaci e attrezzature e di prescrivere esami radiologici o clinici soltanto quando veramente necessario, ma di cambiare le prospettive. Di adottare una mentalità sostenibile, per l’appunto.

E ancora: “La Green Oncology opera mediante scelte etico-manageriali che incorporano, oltre ai tradizionali criteri di efficacia, efficienza ed effectiveness, anche quelli della trasparenza operativa, dell’evidenza scientifica, della sostenibilità culturale, economica, ambientale e sociale in quanto realizzabile, equa e vivibile”. Il manifesto elaborato nella città calabrese traduce in punti fermi e circostanziati, in attesa di approfondimenti, la mentalità sostenibile applicata alla oncologia. E vale la pena riportarlo integralmente, con tanto di suggerimenti o addirittura prescrizioni specifici.

“Le nostre scelte oncologiche, conformate al principio della sostenibilità ambientale, devono essere pervase di quella ‘coscienza collettiva’, pregna di una jonasiana responsabilità, caratterizzata dalla consapevolezza circa i possibili effetti presenti e futuri in termini di impatto", sui contesti economico, tecnologico, strategico, clinico, organizzativo e socio-sanitario e sulla biosfera, con sperimentazione di nuove forme di aggiornamento a basso consumo energetico e minor impatto in termini di inquinamento ambientale, implementazione del principio dell’imparare lavorando e “facendo insieme” specie per gli aspetti organizzativi e relazionali, dove il confronto all’interno del team potrà in alcuni casi essere inclusivo del parere dei pazienti o dei loro rappresentanti, attenzione a forme di chemio-prevenzione con farmaci non tossici e a tutte le eventuali occasioni di accanimento terapeutico che, oltre che un danno per il paziente, rappresentano anche uno sperpero di risorse inutile e dannoso.

In sintesi l’operato dell’oncologo medico sarà improntato ad attenzione per l’ambiente e risparmio di risorse in un’ottica di appropriatezza prescrittiva, diagnostica e terapeutica, organizzativa ed economica. Il tutto all’interno di una cornice di etica della persona e della responsabilità e di solidarietà umana ed ambientale”.

Ma non è tutto, perché i medici del CIPOMO per portare avanti questi obiettivi si prefiggono di esperire anche forme di collaborazione con l'ISDE (International Society of Doctors for Environment), con il circuito di "Città Sane", Agenda 21 e con il Working Group Prevenzione della Associazione Italiana di Oncologia Medica. E si prevede che in un prossimo futuro il percorso di accreditamento delle oncologie mediche da parte del Collegio possa includere anche alcuni requisiti “di sostenibilità ambientale”, come ad esempio una "certificazione verde" per alcune cliniche o ambulatori...

Link: http://www.cipomo.it/ e http://www.oncologiacosenza.it/

Il manifesto per la Green Oncology

Altre Informazioni

  • Categoria: mentalitasportiva.it
  • Sottocategoria: Mentalità Sostenibile
Ultima modifica Mercoledì 18 Luglio 2012 21:35

Video collegati

Intervista a Salvatore Palazzo, autore di "Per un'oncologia sostenibile"
blog comments powered by Disqus