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Mercoledì 21 Dicembre 2011 11:37

È sempre più l'alta montagna, italiana e no, la patria della pace con gli altri e con se stessi e dell'energia creativa

Scritto da  Raffaella Toniolo
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Un solitario alpinista alle prese con una lunga cresta di ghiaccio Un solitario alpinista alle prese con una lunga cresta di ghiaccio


Vacanze al mare o in montagna? Tutte le estati i media ci tartassano con la competizione tra chi decide per una meta e chi decide per l'altra. D'inverno svetta, è il caso di dirlo, la montagna con i suoi paesaggi innevati, con le sue viste spettacolari e il suo richiamo allo sci.
Le montagne d'Italia e del mondo (Dolomiti, Monte Bianco, K2, Everest, Kilimanjaro, eccetera) sono oggi spazi di divertimento e di avventura, ma i sentieri impervi, le pareti rocciose, le piste da sci e le vette sono solo una parte di un quadro che nasconde spesso racconti di grande fascino e magia, territori di duro lavoro quotidiano, luoghi di culto, scenari di guerra e metafore di vita.

“Spesso le montagne da spostare sono dentro di noi”, afferma Reinhold Messner che spiega, attraverso il racconto delle sue imprese, come attingere alla nostra energia creativa per affrontare e vincere le sfide della vita. Con strategia, pianificazione, tenacia, gioco di squadra, ma anche con intuito, coraggio, flessibilità e capacità di improvvisazione.

Nei suoi racconti (“Spostare le montagne”) Messner delinea un parallelo tra la sua esperienza nell'alpinismo estremo e la vita di ogni giorno dove la vetta viene ridisegnata come successo professionale, la cordata come team, gli “sherpa” come simbolo dell'insostituibile aiuto dei collaboratori, la tecnica come metodologia di lavoro e prosegue illustrando gli elementi essenziali che gli hanno permesso di compiere le sue spedizioni, come l'allenamento mentale, la capacità di scoprire e sviluppare le proprie risorse, la saggezza di capire che non esiste coraggio senza paura, il fallimento considerato come punto di partenza per nuove conquiste, l'importanza della motivazione per superare i propri limiti e la forza dell'entusiasmo per raggiungere la meta affrontando le difficoltà.

E Walter Bonatti, scalatore, nato negli Anni Trenta, che ha compiuto le imprese alpinistiche più estreme della sua epoca, ricorda nel suo libro “Montagne di una vita” cosa la montagna gli ha insegnato: “La montagna mi ha insegnato a non barare, ad essere onesto con me stesso e con quello che facevo. Se praticata in un certo modo è una scuola di vita, indubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano.

Se io dunque traspongo questi principi nel mondo degli uomini, mi troverò immediatamente considerato un fesso... è davvero difficile conciliare queste due diversità. Da qui l'importanza di fortificare l'anima, di scegliere cosa si vuole essere. E, una volta scelta una direzione, di essere talmente forti da non soccombere alla tentazione di imboccarne un'altra...”.

La montagna ci insegna, ci accoglie, ci sfida, ma quando viverla e come scoprirla? Questi luoghi che ci sovrastano imponenti possono essere avvicinati in qualsiasi stagione dell'anno attraverso molteplici attività e sport che possono essere praticati dai periodi estivi di “vacanza comandata” ai mesi più solitari appena prima della neve autunnale, all'inverno pieno con i suoi spettacolari paesaggi di luce accecante e bagliori di neve.

Alla montagna si associano pratiche sportive e motorie che si declinano in una miriade di attività diverse tra loro ed ognuna col suo fascino: dalla passeggiata, al trekking, alla Mountain-Bike, allo Sci Alpino, allo Snowboard, al Nordic Walking, allo Sleddog, alle Ciaspole, all'uso di motoslitte. Oppure si può scoprire attraverso i suoi fiumi e torrenti con il Canyoning, il Rafting, la Canoa e il Kayak.

O si possono conquistare le sue vette con l'Alpinismo, l'Arrampicata Sportiva, l'Ice Climbing cominciando a risalire, per esempio, i serrai di Sottoguda nel cuore delle Dolomiti, uno strettissimo canyon scavato nella roccia che offre uno spettacolo della natura imperdibile. O ancora, assaporando il gusto dei suoi rilassanti paesaggi con le escursioni a piedi o a cavallo, e, dall'alto, perdendosi all'orizzonte con parapendio e deltaplano. E, perché no, la montagna è bella anche da dentro, scrutandola con quella scienza e disciplina sportiva meglio conosciuta come speleologia.

In qualunque modo decidiamo di viverla e scoprirla, va tuttavia affrontata, come ci ricorda Gianluca Bellin, guida alpina per mestiere ed appassionato di fatto, con rispetto e preparazione perché, la sua maestosità ci cattura, ci conquista, ci affascina ma, a volte, non perdona...

Link: http://www.raffaellatoniolo.it

Altre Informazioni

  • Categoria: Psicologia
  • Sottocategoria: Valori
Ultima modifica Mercoledì 21 Dicembre 2011 17:20
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