Qualsiasi dietologo che si rispetti, infatti, concentra la propria attenzione sulla scelta di una dieta calibrata a seconda dell’attività sportiva svolta dal paziente. “Il motivo – ha spiegato Miguel Alonso-Alonso, ricercatore presso il celebre ateneo con sede a Cambridge, nel Massachusetts – risiede proprio nell’interazione che lega l’intensità e la frequenza dell’attività sportiva all’assunzione di calorie. Inoltre – aggiunge lo studioso – un aumento dell’esercizio corrisponde quasi sempre ad un miglioramento del regime alimentare dell’atleta”.
Lo sport, solitamente, genera in chi lo pratica un beneficio a livello muscolare e psicologico e permette di raggiungere prima il senso di sazietà, quando ci si siede a tavola. Si può quindi parlare di benefici sia a breve (metabolismo) che a lungo termine (comportamento alimentare).
Lo studio di Harvard si è concentrato sull’impatto che il cibo e lo sport esercitano sul nostro sistema cognitivo, cioè sul modo in cui il nostro cervello li processa. Studi precedenti avevano già provato che una regolare attività fisica modifica il cervello.
Ora, il team universitario americano sostiene che l’esercizio fisico migliora la risposta delle funzioni esecutive del cervello e aumenta le connessioni della materia grigia e della corteccia prefrontale. Tra le principali funzioni esecutive rientra anche quella del controllo inibitorio, responsabile, ad esempio, della regolazione del bisogno di cibo e quindi del peso corporeo.
Gli studiosi statunitensi sottolineano l’importanza della pratica sportiva come strumento capace di migliorare le nostre funzioni esecutive e, quindi, di aiutarci a resistere alle tentazioni della gola che spesso nulla hanno a che fare con i nostri reali bisogni alimentari. Questo riguarda in special modo i cosiddetti “junk food”, le merendine supercaloriche che troviamo un po’ dappertutto e che potrebbero indurci in tentazione se presi alla sprovvista.
Tra i Paesi europei la Spagna annovera il numero più alto di casi di obesità infantile. Gli autori dello studio perciò ricordano l’importanza dell’educazione alla mentalità sportiva, declinabili con costanza ed equilibrio, sia a scuola sia in famiglia, attraverso la pratica dello sport, ma anche attraverso l’uso dei mezzi pubblici o la creazione, da parte delle amministrazioni pubbliche e private, di spazi per lo sport e di aree pedonali.
Fonte: R. J. Joseph, M. Alonso-Alonso, D. S. Bond, A. Pascual-Leone e G. L. Blackburn. "The neurocognitive connection between physical activity and eating behavior". “Obesity Reviews”, numero 12, 8 ottobre 2011
Link: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1467-789X.2011.00893.x/abstract
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Mercoledì 01 Febbraio 2012 14:56
Un aumento dell'esercizio fisico va sempre di pari passo con un miglioramento del regime alimentare dell'atleta, anche attraverso il senso di sazietà: lo dimostra, e lo consiglia, l'Università di Harvard
Scritto da Claudia BurgarellaVolete perdere peso e rimettervi in forma? Bene, allora concentratevi sulla scelta di una dieta sana e sull’esercizio fisico costante. Secondo la prestigiosa Università di Harvard, che ha pubblicato uno studio sulla rivista “Obesity Reviews”, basterebbero questi due ingredienti per realizzare la ricetta perfetta del benessere psico-fisico poiché i due fattori si completano reciprocamente.
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- Categoria: Salute
- Sottocategoria: Benessere
Da Claudia Burgarella
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