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Martedì 27 Marzo 2012 10:18

Lo sport è diventato sempre più uno strumento per superare le difficoltà di integrazione sociale di chi è portatore di handicap

Scritto da  Sara Rosa
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La spettacolare battaglia in pista fra campioni di Handbike La spettacolare battaglia in pista fra campioni di Handbike



Lo sport può essere di grande aiuto per tutte le persone, anche per chi ha un’importante disabilità o lotta con un grave handicap. Innanzitutto è opportuna una breve premessa al riguardo. Nella classificazione dell'OMS ICIDH (International Classification of Impairments, Disabilities and Handicaps, Classificazione Internazionale delle menomazioni, disabilità e handicap) di 32 anni fa si definiva con il termine handicap lo svantaggio sociale della persona con disabilità e con il termine disabilità la menomazione alla base stessa dell'handicap.

Tale documento è stato superato dall'International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF o Classificazione Internazionale del Funzionamento, Disabilità e Salute) del 2001 dove il termine disabilità comprende le difficoltà sia a livello personale che sociale, ed il termine handicap invece viene sostituito dal concetto di restrizione della partecipazione sociale.

Oggi l’attività fisica è un aspetto importante nell’educazione e nell’integrazione delle persone disabili. Fino a pochi anni fa, purtroppo la quasi totalità degli studi e dei programmi educativi attribuivano invece una netta priorità ad altre aree, come la riabilitazione e l’inserimento scolastico e lavorativo, ritenute garanti di un soddisfacente livello di benessere. Questa impostazione ha limitato per molto tempo l’integrazione delle persone disabili escludendole dall’ambito prettamente sportivo.

Negli ultimi anni si è capito, fortunatamente, quanto invece l’attività fisica sia da collocare nel maggior numero di progetti di formazione ed integrazione delle persone con disabilità.

Una delle maggiori difficoltà che si possono incontrare nell'ottenere la collaborazione di una persona disabile risiede nel basso livello delle motivazioni psichiche, spesso presenti in persone con tali problematicità. Una grave disabilità fisica può produrre infatti una depressione psichica che può rendere il soggetto, demotivato astenico e abulico. Per limitare tali toni dell’umore e promuovere il benessere psicologico occorre una promozione dell’attività sportiva inserendola in contesti adattati, in ambiente accoglienti, dove gli stimoli proposti siano adeguati alla condizione psicofisica della persona disabile.

Ciò che lo sport può dare alle persone con disabilità è sostanzialmente quello che regala ad ogni persona normodotata, che pratica attività fisica, ma in quantità e in qualità maggiore. Attraverso il movimento, avviene lo scarico delle energie in canali idonei, si alimenta la socializzazione, si promuove il senso di autoefficacia, si accresce la positività del gareggiare, cercando di affrontare al meglio non tanto l’avversario, quanto se stessi. In un certo senso, si dà loro equilibrio...

Spesso vi è ancora nel nostro Paese una scarsa conoscenza nei confronti della persona disabile. Purtroppo, talvolta manca ancora l’effettiva percezione di cosa significa la disabilità e permane soltanto un’erudizione di facciata.

Addentrarsi nella realtà della disabilità significa invece sapere che oggi le persone disabili possono organizzarsi in Federazioni riconosciute dal CONI (l'attuale presidente del Comitato Italiano Paralimpico è Luca Pancalli), e praticare una moltitudine di discipline sportive sia individuali (Nuoto, Atletica, Scherma, Tiro a Segno, con l’Arco, eccetera) sia di squadra (Basket, Pallavolo, e via dicendo).

Ecco allora come il binomio sport-handicap diviene non solo proponibile ma soprattutto praticabile.

Link: http://www.paralympic.org/ e http://www.comitatoparalimpico.it/

Altre Informazioni

  • Categoria: Salute
  • Sottocategoria: Benessere
Ultima modifica Martedì 27 Marzo 2012 11:32
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