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Mercoledì 07 Marzo 2012 18:23

I viaggi in aereo per raggiungere le maratone in Paesi distanti? Potrebbero rivelarsi colpevoli della formazione di coaguli di sangue

Scritto da  Claudia Burgarella
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Un aeroplano impegnato fra le nuvole del cielo Un aeroplano impegnato fra le nuvole del cielo



I viaggi in aereo per raggiungere le maratone in Paesi distanti potrebbero rivelarsi colpevoli della formazione di coaguli di sangue in atleti che, ai controlli, risultano in perfetta forma. Lo sostiene uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology che, partendo dai dati del Center for Disease Control and Prevention di Atlanta (Stati Uniti), secondo i quale due americani su mille sperimentano almeno un coagulo di sangue l’anno, ha analizzato l’effetto dell’aereo sugli atleti.

Il dottor Parker, prima firma della ricerca, insieme ai colleghi hanno analizzato i campioni di sangue di 41 atleti non fumatori che partecipavano alla Maratona di Boston nel 2010, ventitré dei quali vivono a più di 4 ore di distanza via aereo dal luogo della gara.

Altri 18 (gruppo di controllo) vivevano tra una e due ore di guida da Boston. I ricercatori hanno raccolto campioni di sangue ai maratoneti in tre tempi: appena atterrati all’aeroporto di Boston, subito dopo la fine della maratona e anche dopo il viaggio di ritorno a casa. Dopo il rientro a casa sei persone del gruppo che aveva preso l’aereo riportava livelli alti di una sostanza chiamata D-dimero , rilevante ai fini di possibili coaguli di sangue. Tra i membri del gruppo di controllo invece, nessuno aveva riscontrato tale sintomo.

Lo scienziato ha spiegato che l’aereo e la pressione che esercita sugli arti potrebbe aumentare il rischio di trombosi, soprattutto in atleti che compiono uno sforzo fisico prolungato nel tempo. Dallo studio tuttavia non sono emersi elementi sufficienti a confermare una diretta correlazione tra i livelli di D-dimero e la trombosi.

Per il momento perciò l’aumento di pressione sanguigna legata ai viaggi in aereo e i coaguli di sangue restano solo un’ipotesi che deve tuttavia essere verificata e che non deve frenare gli atleti dal voler viaggiare per compiere maratone in zone lontane.

Alcuni accorgimenti però possono rivelarsi validi, ad esempio bere molti liquidi, indossare abiti comodi, non incrociare le gambe per lunghi periodi, camminare lungo la cabina dell’aereo ogni ora o due e indossare calze compressive.

Fonte: American Journal of Cardiology
Link: http://www.ajconline.org/article/S0002-9149%2812%2900469-9/abstract

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