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Lunedì 16 Aprile 2012 21:44

La "Danone Nations Cup" di Calcio ha accertato che i "bambini sportivi" sono anche quelli più votati a una corretta alimentazione...

Scritto da  Alberto Agostinis
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Giovanissimi di Haiti impegnati nella finale del torneo 2011 a Madrid Giovanissimi di Haiti impegnati nella finale del torneo 2011 a Madrid



Mens sana in corpore sano. Che l’attività fisica favorisca la crescita culturale e morale di un adolescente non è certo stato scoperto oggi a Milano nell’ambito della conferenza stampa sulla presentazione della 13esima edizione della Danone Nations Cup.

È alla base dell’educazione dei giovani fin dai Greci e dai Romani. Ma in un tempo dove si diffonde sempre di più la sedentarietà (che spesso fa rima con obesità) e la cattiva alimentazione (tra merendine e pasti sempre meno regolari) anche tra i bambini, la prima ricerca giovanile presentata all’Urban Center nel capoluogo lombardo non è certo né scontata né banale.

Innanzitutto, la base di partenza che ha permesso l’indagine, che ha riguardato 1053 ragazzi dai 10 ai 12 anni appartenenti alle squadre protagoniste della Danone Nations Cup dello scorso anno. Una piccola “Champions League” per ragazzini che passa per una fase nazionale organizzata dal CSI (quest’anno la finale è in programma a Cremona il 27 maggio, con la Reggina campione uscente) e per una fase internazionale che nel 2011 si svolgerà a Varsavia, mentre nel 2011 ebbe luogo a Madrid e vide il dominio degli juniores del Brasile.

Che differenza c’è con gli altri tornei giovanili? L’atmosfera internazionale che si respira, innanzitutto, la possibilità di viaggiare e di incontrare coetanei di tutte i Paesi e tutte le etnie. E poi vuoi mettere la soddisfazione di indossare la maglia azzurra? A quell’età non è certo una scocciatura come spesso accade per i campioni miliardari della Serie A e dintorni, carenti di proattività.

Calcio e sana alimentazione, quindi. In una parola, equilibrio. Ma i bambini che fanno sport mangiano meglio? Pare di sì. A confermarlo ecco l’analisi del professor Michelangelo Giampietro, docente di Alimentazione presso la Scuola dello Sport del CONI di Roma e membro del Board scientifico della Fondazione Istituto Danone: “Soprattutto su due punti i giovani sportivi sono più attenti degli altri nella cura delle buone abitudini alimentari: il 70 per cento dei ragazzi intervistati fa merenda tutti i giorni (contro il 39 segnalato da una ricerca patrocinata nel 2011 dal Ministero della Gioventù) e ben il 92 per cento eriesce a fare colazione (contro il 61 dei coetanei)”.

Non solo, perché dalla ricerca della Danone emerge anche una maggiore propensione al consumo, nei “bambini sportivi”, di pasta e cereali piuttosto che pizza e patatine fritte. Infine, tra i calciatori in erba, se sommiamo i consumi a merenda di frutta fresca e spremute a quelli di latte e yogurt abbiamo un 59 per cento contro il 30 di consumi di snack salati.

“L’unico neo è lo scarso consumo di frutta e verdura, insufficiente rispetto alle cinque porzioni comunemente consigliate: solo il 26 per cento dei ragazzi, infatti, dichiara di mangiare frutta tutti i giorni in occasione dei pasti principali e la percentuale crolla ulteriormente in relazione ai consumi di verdure e ortaggi (8 per cento)”, spiega ancora il professor Giampietro.

Nella ricerca si evidenzia anche la scelta di bere acqua piuttosto che integratori o altre bevande zuccherate (84 per cento del campione) e la tendenza comunque a muoversi di più, a prescindere da quelle 2-3 ore di allenamento a settimana: il 34 per cento va a scuola a piedi e il 5 per cento in bicicletta mentre solo il 15 per cento della media italiana sceglie di abbandonare la scelta del mezzo a motore.

Sport che passione dunque per i ragazzi del CSI, che con l’esempio di vita dei loro allenatori e delle sane abitudini possono ambire alla finale di Varsavia della DNC 2012. “Una manifestazione che è una vera e propria educazione alla vita. Oggi nessuno riesce ad educare da solo: non ci riescono i genitori, non ci riesce la scuola. Il ruolo degli allenatori e degli istruttori è fondamentale”.

E non mancheranno nemmeno i momenti emozionanti, come l’accoglienza riservata ai ragazzini dell’orfanotrofio di Haiti nella 12esima edizione: “Sentire l’applauso caloroso e il coro ‘Haiti, Haiti’, scandito da migliaia di ragazzini mi ha fatto davvero emozionare”, ha raccontato Simone Ceruti, Direttore Relazioni Esterne di Danone. E anche quest’anno 14 nuovi bambini provenienti dalla Casa orfanotrofio NPH di Kenscoff, ad Haiti, parteciperanno alla Danone Nations Cup.

Link: http://www.danonenationscup.com/

 

Altre Informazioni

  • Categoria: Salute
  • Sottocategoria: SaluteNews
Ultima modifica Martedì 16 Aprile 2013 08:38

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La finale mondiale della "Danone Nations Cup" 2011
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