Nella maglia azzurra, nella bandiera tricolore, nel rosso dell'automobilismo, gli sportivi ritrovano quel sentimento comune di appartenenza a una comunità viva che “una nazionale” o “un connazionale” - dagli undici del calcio ad Alberto Tomba, ai velisti di “Luna Rossa” - riattizzano periodicamente nel cuore di chi si emoziona dinanzi a un gol di Roberto Baggio, una bandiera a scacchi abbassata davanti a Gilles Villeneuve, una frenata sugli sci in un parterre vittorioso di Christof Innerhofer. Non si sono fatti pregare per ricordare al mondo, e in fondo anche a loro stessi, che dell'Italia è il genetliaco numero centocinquanta e che l'anniversario è da celebrare. Altroché, se è da celebrare. Soprattutto, l'hanno orgogliosamente fatto quelle realtà che, impegnate in competizioni globali ed itineranti, danno maggiormente lustro alla “nostra” italianità sul proscenio internazionale, alle moltissime qualità dello “Stivale” e della sua gente...
La nuova Ferrari di Formula 1 è stata presentata il 28 gennaio a Maranello e, di fronte allo stato maggiore della Fiat, Stefano Domenicali ha invitato i piloti titolari, Fernando Alonso e Felipe Massa, a togliere i veli alla monoposto che disputerà la stagione 2011: sui flap, c'è la bandiera bianco, rossa e verde che ricorda la solenne festa e ha ispirato il nome della monoposto, la F150, anche se la Ford ha poco elegantemente ricordato che in America è già in vendita un omonimo pick-up, peraltro anch'esso impegnato nelle corse della NASCAR. Ma, idealmente raccogliendo l'invito del Capo dello Stato, pure la Ducati ha inserito sulla carena delle GP11 di Valentino Rossi e Nick Hayden il simbolo formato da tre bandiere tricolori che è il logotipo ufficiale dei nove mesi di manifestazioni. Nella recente partita con gli storici avversari del Milan, i giocatori della Juventus avevano invece sfoggiato sulla maglia bianco-nera il marchio di “Esperienza Italia”, cioè l'emblema dei festeggiamenti declinati in chiave torinese e piemontese.
E poi c'è l'happening per definizione più adatto per ricordare che l'Italia è una e non trina, dal Brennero a Lampedusa, da Tarvisio a Mazara del Vallo: il Giro ciclistico. Quest'anno il 7 maggio si comincerà a pedalare dalla Venaria Reale dell'ex capitale sabauda e si finirà con la gara a cronometro di Milano di domenica 21, dopo aver punteggiato i luoghi dell'eccellenza italiana e i sacri teatri delle guerre d'indipendenza e della storia nazionale, in una sorta di déjà vu della spedizione delle camicie rosse di Giuseppe Garibaldi: 3496 km attraversando diciassette delle venti regioni italiane, con tappe e passaggi anche a Quarto dei Mille, Castelfidardo, Teano, Sapri e Reggio Emilia, città natale del tricolore. Buon compleanno, Italia: soprattutto da chi ha mentalità sportiva...
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Link:
Pagina celebrativa dei centocinquant'anni dell'Unità d'Italia
http://www.italiaunita150.it/




















