Fissato il mio fly-day sul calendario, ho atteso questo giorno alternando stati d'animo quali ansia, incoscienza, a volte paura, per qualche istante ho anche pensato di trovare una scusa per tirarmi indietro: a volte prendono il sopravvento paure costruite solo dalla nostra testa.
Ma lo sport spesso insegna a superare i limiti che costruiamo dentro di noi e aiuta la nostra volontà a superarli. È con questo spirito che sabato scorso insieme a mio fratello (anche lui alla prima esperienza di lancio), mi sono recata presso la scuola di paracadutismo consapevole, solo in parte, di ciò che stavo per fare entrare nella mia vita.
I due istruttori tandem, paracadutisti esperti, ci hanno dato qualche dettaglio tecnico su come affrontare il lancio e come coordinare i nostri movimenti insieme a loro e rassicurazioni sulla sicurezza del lancio, del paracadute e del volo in tandem. I fotografi, paracadutisti esperti anche loro, iniziavano le riprese che ci avrebbero accompagnato lungo tutto il viaggio.
Qualche battuta per allentare le tensioni e, poi, via: indossiamo l'abbigliamento tecnico, sul quale da collaboratrice ho applicato gli sticker di mentalitasportiva.it, e ci avviciniamo al piccolo aereo che ci porterà sino a 4.000 metri di altitudine. Il mio pensiero corre a personalità straordinarie come Patrick de Gayardon, di cui abbiamo recentemente pianto l'anniversario della scomparsa, o al "Gravity Gives Project", un'iniziativa benefica di paracadutismo che avrà luogo contemporaneamente in varie parti del mondo.
Ci hanno spiegato, prima del decollo, che saremmo andati in caduta libera dai 4 km di altitudine ai 1.600 metri con una velocità di circa 200 km orari. Ed effettivamente quello è stato il momento più forte, adrenalina pura. Non sapevo però che mi sarei ritrovata per qualche secondo con la testa verso terra come se stessi facendo un tuffo in piscina, prima di cadere di nuovo orizzontale come uno scudo contro l'aria e le nuvole ad altissima velocità. Ho persino pensato in quei primi dieci secondi di aver sbagliato qualcosa e mi sono richiamata da sola all'appello: mento alto, braccia aperte, ginocchia chiuse. Ma tutto era regolare.
Un cambiamento dopo l'altro, volo, tuffo e nuvole sino all'apertura del paracadute che frena drasticamente la caduta e ti permette di ammirare il mare adriatico e le cime dell'appennino marchigiano ancora innevate... Persino il mio stomaco scombussolato trova pace. Sono trascorsi in tutto, sino all'atterraggio, cinque minuti, carichi di sensazioni diverse e contrastanti, concentrazione, tensione, divertimento, stupore... io le ho vissute tutte.
Qquando sono atterrata ho pensato e detto (come si sente nello splendido video curato da IperBIT): “Non ci posso credere!”. E invece sì, io l'ho fatto! Quante volte ci precludiamo esperienze e successi solo per la paura di osare e di chiedere a noi stessi qualcosa di più, timorosi di non farcela. Dobbiamo solo ricordarci che la paura non esiste, il coraggio sì.
Rientrata al campo, incontro mio fratello, anche lui fra l'incredulo e il galvanizzato: vado a ringraziare tutti e saluto Antonio Guzzo, direttore della scuola di paracadutismo “Fly Zone Fermo”, istruttore, esaminatore nonché pilota di aerei. Ma io non potevo non chiedergli quali valori gli trasmette uno sport come il paracadutismo: “Le emozioni sono difficili da descrivere”, mi risponde, “così come è praticamente impossibile trovare paragoni con le normali attività quotidiane. Volare è di per sé un’attività estremamente affascinante”.
Ma non è tutto, per un uomo così innamorato dei lanci del paracadute: “Farlo con il proprio corpo usando opportunamente la densità dell’aria dovuta all’elevata velocità della caduta libera, è semplicemente fantastico. La differenza tra volare in aereo e lanciarsi può, per similitudine, essere comparata alla differenza tra andare in barca e nuotare. Il paracadutismo insegna il rispetto delle regole e delle procedure. Aiuta a trovare i propri limiti ed a superarli consapevolmente. Ti fa vedere le cose della vita con un’altra ottica. Quando hai nel tuo campo visivo tre regioni diverse con i milioni di persone che ci vivono e le loro altrettante storie individuali, impari a dare il giusto valore a tutto ciò che ti circonda ed agli episodi nei quali sei coinvolto che, in altri momenti, ti sarebbero sembrati più importanti o più gravi o negativi”.
Aggiunge infine che “il lancio in tandem è un mezzo avanzato e sicuro che consente a chiunque di essere paracadutisti per un giorno”. Io sono felice di esserlo stata. E di averlo fatto portando in alta quota i valori etici dello sport, come la determinazione, e il marchio di mentalitasportiva.it…
Link: http://www.paracadutismo.com
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Lunedì 23 Aprile 2012 15:29
"La mia prima volta in paracadute? In tandem nel cielo di Fermo": ecco il racconto dei valori e l'esperienza della nostra Paola Rizzitelli
Scritto da Paola Rizzitelli
“Fly Zone Fermo”, sabato 21 aprile, nel capoluogo dell’omonima neoprovincia delle Marche: il mio primo lancio in tandem con paracadute. Un’esperienza incredibile, non sminuita dal fatto di essere stata in tandem: le emozioni sono state forti, anche se non ho aperto io il paracadute. Un regalo inaspettato, lo scorso Natale: come tirarsi indietro davanti all'eventualità, al miraggio di vivere un’opportunità senza precedenti?
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- Categoria: Sport
- Sottocategoria: Lifestyle
Da Paola Rizzitelli
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