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La prima "tennis clinic" senza sprechi |
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Redazione MS
A Boston colpita anche l'etica sportiva |
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Appassionante finale thriller al "Giro d'Italia" 2012: dopo 21 tappe e 3.500 chilometri, Ryder Hesjedal a trentun anni ha conquistato la maglia rosa per soli 16" nella tappa a cronometro conclusiva di Milano, andando a cogliere il più bel risultato della carriera. Tuttavia il ragazzone canadese ha costruito il proprio successo giorno dopo giorno correndo all'attacco senza paura di scoprirsi. Ryder ha gareggiato per vincere, per arrivare davanti, senza tanti tatticismi. Viene dalla Mountain-Bike, dove vanta un prestigioso secondo posto ai Campionati Mondiali di Lugano nel 2003. Passato professionista su strada nel 2004, non aveva sin d'ora colto grandi successi. Semmai qualche piazzamento, ma nulla più. Al "Giro" è invece arrivato con buone intenzioni. Snobbato all'inizio dalla stampa e dai "Big", giorno dopo giorno si è guadagnato il rispetto e l'attenzione di tutti. Mentre i suoi avversari, italiani in primis, impostavano una corsa speculativa e difensivista, fatta di troppi calcoli e tatticismo esasperato, il nordamericano se n'è infischiato e ha corso a modo suo: attaccando. Ha messo su un mattone dopo l'altro fino a completare l'opera. Ha preso i suoi i rischi come quando è scattato sulle terribili rampe dell'Alpe di Pampeago e dello Stelvio. Poteva saltare, certo. Ma ha tenuto, perché si rivelato molto solido sotto il profilo psicofisico. Era tranquillo, perché conscio di non aver nulla da perdere. Lo abbiamo visto fare colazione con cuffiette e maneggiare il suo Macintosh per un'occhiata ai social network. Nell'altra sala c'erano i nostri con gli occhi preoccupati e le facce tirate dallo stress... Due mondi diversi. Siamo contenti della sua vittoria. Vince un ciclismo diverso, dove il coraggio e lo spirito d'iniziativa vengono giustamente premiati. Una lezione per i deludenti protagonisti di casa nostra rimasti giù dal podio, bloccati più dalla paura e da mille calcoli che dall'acido lattico. L'onore di far da maestro spetta a Ryder Hesjedal, autore di una grande impresa e campione di autentica mentalità sportiva. Il "Top" della settimana è giustamente tutto suo.
Link: http://ryderhesjedal.ca/
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